Phototutorial 2.0

Diventare fotografo, aprire la partita IVA

Da fotoamatore a fotografo di professione

Alcuni fotoamatori si appassionano così tanto alla fotografia da voler passare dall’hobby alla professione. Certo, fare un lavoro che si ama è una delle cose più soddisfacenti nella vita. Ma passare dal fotografare per passione al diventare fotografo di professione può non essere semplice. In questo breve articolo ti faccio una panoramica delle cose da fare per iniziare l’attività di fotografo.

ATTENZIONE! Le informazioni sono indicative e si riferiscono alla normativa vigente alla data di stesura dell’articolo. L’articolo è puramente informativo e non ha la pretesa di essere una guida precisa sull’apertura di un’attività come fotografo. Se hai seriamente l’intenzione di aprire un’attività ti consiglio di rivolgerti ad un consulente specializzato.

Prima di iniziare l’attività di fotografo

La prima cosa che devi chiederti è: a che ambito fotografico professionale mi dedicherò? Vuoi diventare fotografo di cerimonie ed eventi? Fotografo di reportage per agenzie di viaggio? Fotografo industriale? Fotografo su navi da crociera o in villaggi turistici? Fotografo di moda? Le opzioni sono molte ma ogni genere richiede competenze specifiche, devi quindi essere certo di avere conoscenze fotografiche e attrezzatura adeguate al tipo di fotografia che vuoi praticare. Un altro aspetto da considerare è la richiesta che c’è nella tua zona per quello specifico tipo di fotografo.

Ah, quasi dimenticavo una precisazione importante: il fotoamatore non è un fotografo di serie B così come un fotografo professionista non è necessariamente un fotografo eccellente. Più semplicemente fotoamatore è chi si diletta di fotografia senza che questa sia la sua professione. Un fotografo professionista è una persona che si guadagna da vivere con la fotografia. Perciò puoi capire che un fotoamatore può essere un artista eccezionale e che potrebbero anche esserci professionisti che fanno foto mediocri.

Come iniziare l’attività di fotografo

La prima cosa da fare, avendo già un minimo di attrezzatura fotografica adatta al tipo di foto che si vogliono fare, è trovare dei possibili clienti. Questo può sembrare ovvio, ma prima di iniziare un’attività bisogna cercare di capire che bacino di utenza si ha. Se ti rendi conto che il numero di potenziali clienti è sufficiente, puoi iniziare ad avviare la tua attività.

E la partita IVA?

Non occorre aprirla prima ancora di aver trovato il primo cliente. Se ti capita una o due volte in un anno di fare un lavoro fotografico puoi fare tutto in regola emettendo ricevuta come prestazione occasionale. Naturalmente appena l’attività inizierà ad essere continuativa dovrai necessariamente aprire una partita IVA per fotografo per svolgere la tua attività di fotografo in modo regolare.

Quanto costa aprire la partita IVA per fotografo?

L’apertura della partita IVA in sé è gratuita. Naturalmente, se decidi di farti aiutare da un consulente nelle pratiche di apertura dovrai corrispondergli il suo compenso.

Qual’è il codice ATECO giusto per l’attività di fotografo?

Dovrai scegliere il codice ATECO più adatto al tipo di attività fotografica che svolgerai:

  • 74.20.19 Altre attività di riprese fotografiche. Si usa per attività di fotografo che riguarda servizi fotografici, pubblicazioni per riviste, foto per cerimonie, matrimoni ed eventi vari;
  • 74.20.11 Attività di fotoreporter. Per il fotografo che si occupa di fotogiornalismo e di reportage;
  • 74.20.12 Attività di riprese aeree nel campo della fotografia.

Regime forfettario o ordinario?

Al momento il regime forfettario è decisamente vantaggioso per chi vuole aprire una partita IVA come fotografo perché presenta numerosi vantaggi:

  • le  tasse da versare sono il 5% sul tuo imponibile (con l’aliquota start-up) per i primi 5 anni, poi si passa al 15%.
  • è un regime al di fuori del campo IVA, quindi non dovrai aggiungere l’IVA al 22% sulle tue tariffe. Questo ti permetterà di avere prezzi più competitivi.
  • puoi beneficiare della contabilità semplificata, senza obbligo di registrare fatture e note di spesa e dell’assenza di studi di settore.

I contributi INPS

I contributi INPS sono pari al 25,72% del reddito imponibile, quindi si pagheranno in rapporto al reddito senza una quota fissa.

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